Published on Giugno 28, 2021

L’eCrime, un fenomeno che sta registrando una crescita senza precedenti

Nell’anno della pandemia, che ci ha costretto a modificare drasticamente le nostre abitudini di vita, si è concentrato un processo di cambiamento che, nella normalità di un tempo, avrebbe richiesto almeno dieci anni. È quanto sostiene l’ultimo report Tech Vision 2021 di Accenture. Un altro dato curioso, sempre relativo allo stesso periodo, è quello che ha visto in Italia un calo di oltre il 50% delle rapine e dei furti con destrezza, di quasi il 40 per cento dei furti in casa e di oltre il 30 per cento delle rapine nei negozi. Per contro, nei primi sei mesi del 2020 sono aumentati del 23,3 per cento i crimini informatici. Anche questa è transizione digitale.

L’eCrime è un fenomeno che sta registrando una crescita senza precedenti, tanto da spingere CrowdStrike, importante società californiana di tecnologia per la sicurezza informatica, a introdurre il nuovo eCrime Index (ECX) nel suo rapporto annuale. Secondo il Global Threat Report 2021 di CrowdStrike gli attacchi eCrime rappresentano quasi l’80 per cento di tutte le intrusioni registrate nel 2020. L’anello debole della catena difensiva sono tutti i dispositivi endpoint, connessi alla rete aziendale, che consentono ai cybercriminali di propagarsi. Con lo sviluppo dei modelli di lavoro agile stanno diventando sempre più numerose le minacce che incombono sulle infrastrutture IT e sugli utilizzatori. Ogni volta che colleghiamo un dispositivo alla rete informatica diventiamo vulnerabili, basta un clic. La debolezza maggiormente sfruttata dagli hacker è sempre l’essere umano. Ovviamente ci sono molte soluzioni tecnologiche in grado di difendere il perimetro IT di un’azienda, ma la tecnologia da sola non basta, serve anche la formazione culturale delle persone che devono adattarsi velocemente all’evoluzione delle minacce.

“Lo scorso marzo – commenta Francesco Signor, Corporate Communication Manager di Viasat Group –, siamo entrati nel mirino di un attacco informatico contro i suoi server in Italia, come è accaduto a molte altre organizzazioni in tutto il mondo. Gli hacker hanno lanciato un ransomware, un programma in grado di limitare l’accesso ai dati dei computer colpiti, con l’obiettivo di richiedere poi un riscatto per rendere accessibili tutte le informazioni criptate. La nostra task-force di sicurezza è stata brava a intercettare le attività anomale e attivare immediatamente tutte le contromisure previste dai nostri protocolli di Disaster Recovery. Il fatto è stato denunciato alla Polizia Postale e, come è giusto che sia, abbiamo anche segnalato l’accaduto all’Autorità Garante della Privacy. Se l’attacco non ha provocato conseguenze gravi, non è dovuto alla fortuna, ma al valore delle persone. Questo per dire – conclude Signor – che nessuno è immune da questi rischi, quello che conta è la capacità di reazione e la competenza professionale di chi ha la responsabilità della sicurezza dei sistemi aziendali.”

Da sempre, Viasat crede nell’innovazione tecnologica come volano per la propria crescita, ma l’asset umano resta sempre al centro della nostra strategia per il futuro.

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